VERNISSAGE Sabato 7 Febbraio – 15:00-18:00

VERNISSAGE Sabato 7 Febbraio – 15:00-18:00

STORIA
Nel XIX secolo, l’arte moderna è emersa come movimento artistico attraverso il rifiuto dei metodi artistici tradizionali e l’adozione di nuove idee nella pittura, tralasciando l’uso convenzionale del pennello.
In questo contesto nasce l’arte fluida quando, negli anni ‘30, l’artista messicano David Alfaro Siqueiros esercita per la prima volta la sua tecnica di “Pittura accidentale” versando semplicemente colori diversi su un pannello di legno e permettendo ai colori di diffondersi, fondersi e infiltrarsi l’uno nell’altro.
Siqueiros si innamora subito del risultato estetico del suo esperimento, ma quello che lo entusiasma ancora di più è la scienza che c’è dietro al movimento di quella vernice. Per questo, attraverso la sperimentazione ne studia alcuni meccanismi.
Nel 1936 Siqueiros propone un laboratorio di questa nuova tecnica e il famoso pittore americano Jackson Pollock, allievo di Siqueiros e presente al workshop, sviluppa il suo caratteristico stile di dripping.
L’ARTE FLUIDA E LA SCIENZA
Nel 2013 Roberto Zenit, professore di fisica presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico, fu ingaggiato dalla storica dell’arte Sandra Zetina per un progetto: usare la fluidodinamica per scoprire il segreto dietro le moderne tecniche artistiche.
I due studiosi, attraverso vari esperimenti, sono giunti a delle conclusioni interessanti: la miscelazione e l’infiltrazione dei colori derivano da uno squilibrio tra le densità delle vernici. Quando un fluido più denso riposa sopra uno meno denso, il fluido superiore vuole spostarsi verso il basso, provocando la miscelazione dei due fluidi.
L’instabilità di Rayleigh–Taylor, o instabilità RT (dai fisici Lord Rayleigh e G. I. Taylor), è un’instabilità di un’interfaccia tra due fluidi di diverse densità che avviene quando il fluido più leggero spinge il fluido più pesante.
PER SAPERNE DI PIU’:
Durata: Pacchetto da 4 Lezioni, 4 ore ciascuna.
I materiali NON sono forniti dallo studio.
Si tratta di tecniche pittoriche non tradizionali che sfruttano la dinamica dei fluidi per ottenere effetti cromatici sfumati e ricchi di movimento. I primi artisti a sperimentare e queste tecniche furono David Alfaro Siqueiros (1930 c.a.) con la “pittura accidentale” ed in un certo senso, Jackson Pollock, con la tecnica del “dripping”.
Sandra Zetina ed il fisico Roberto Zenit hanno studiato e sperimentato le leggi della fuidodinamica per comprendere come ottenere alcuni risultati specifici.
Di seguito alcune foto dei lavori realizzati durante il nostro ultimo corso.



Durata: Pacchetto da 12 Lezioni, 3 ore ciascuna
Si tratta di tecniche calcografiche indirette che , come l’acquaforte, implicano l’azione dell’acido sulla matrice che può essere di zinco, rame, ottone o altri metalli abbastanza duri da sopportare la pressione del torchio durante la stampa di più copie.

L’acquatinta a differenza dell’acquaforte, permette di ottenere delle campiture omogenee di colore, anziché i segni e le linee tipiche dell’acquaforte. Tradizionalmente si utilizza la colofonia, ma è altrettanto efficace e più semplice utilizzare la vernice acrilica spray.
La ceramolle o softground utilizza una cera che non si indurisce ma rimane vischiosa, caratteristica che consente di imprimere delle impronte (tessuti, foglie, etc.) sulla vernice, oppure di usare strumenti diversi dalle punte.
Per questo motivo la ceramolle consente maggiore libertà espressiva e pittorica.
La maniera allo zucchero o dell’inchiostro solubile. Si ottiene applicando con un pennello l’inchiostro solubile su una lastra preparata per l’acquatinta. Come con la ceramolle, si ottengono degli effetti pittorici molto interessanti.
Il lavis è un procedimento di morsura diretta. Sulla lastra viene passato un pennello intriso di acido. Questa operazione conferisce al metallo un aspetto granuloso, con effetti in stampa simili all’acquerello. Il lavis è chiamato anche acquatinta con morsura aperta.
Gli acidi che utilizziamo sono a basso impatto ambientale.
Per il rame e l’ottone usiamo il percloruro ferrico – Fe3Cl
Per lo zinco usiamo il solfato di rame pentaidrato – CuSO4 (H2O)5
Le stampe di matrici ottenute con queste tecniche calcografiche indirette sono di solito monocromatiche, ma è possibile inchiostrare la matrice con più colori ed inserire degli effetti cromatici con vari accorgimenti.
Materiali necessari:
⦁ Matrice in metallo
⦁ Acidi (Solfato di Rame o Percloruro Ferrico)
⦁ Vernice coprente per ceramolle + rullo per stenderla
⦁ Vernice blu da ritocco (colofonia in soluzione alcolica + blu di metilene)
⦁ Inchiostro solubile (50% zucchero, 50% inchiostro di china – Ricetta Hayter)
⦁ Nastro adesivo
⦁ Punte per incisione
⦁ Pennelli
⦁ Tarlatana
⦁ Stracci di cotone e Scottex
⦁ Paletta in plastica per inchiostrare
⦁ Guanti
⦁ Carta velina o pagine gialle
⦁ Altri materiali, all’occorrenza, per ottenere textures desiderate
⦁ Diluenti (VCA, Citronella, Limonene)
⦁ Torchio
⦁ Carta calcografica
Link utili:
I corsi sono strutturati in 3 livelli progressivi in cui si acquisiscono competenze per eseguire tecniche più complesse. I materiali sono messi a disposizione dallo studio.
La grafologia si occupa dell’interpretazione della scrittura manoscritta, di interpretare quei segni che, tracciati nello spazio bianco del foglio, tanto possono raccontare di noi. E lo fa attraverso lo studio della relazione che intercorre tra scrittura e personalità. Al pari della voce, della camminata, del nostro modo di vestire e di essere, la nostra scrittura ci appartiene e rivela cose di noi. Ci accompagna lungo il corso della vita e registra, attraverso l’espressione del segno grafico, la nostra storia personale – esperienze, dolori, crescite, stati d’animo – divenendone un fedele testimone.
Il corso ha l’intenzione di fornire conoscenze di base per chi volesse accostarsi alla grafologia e approfondirne alcune tematiche (orari e programmi da concordare).
Il corso si articola in due parti: una orientata alla rilegatura dei libri con tecnica giapponese (Asa – No Ha – Toji) ed italiana (Leporello), l’altra alla decorazione della carta con tecnica giapponese (Sumi – Nagashi)
Durata: Pacchetto da 4 lezioni, 3 ore ciascuna
E’ un metodo per disegnare su di una superficie acquosa ed imprimere il disegno su un foglio di carta.
Il nome marbling (marmorizzazione) deriva dal fatto che il risultato di questa tecnica produce sulla carta delle venature simili a quelle del marmo.
La tecnica tradizionale giapponese Sumi-Nagashi significa letteralmente inchiostro che galleggia: antica e semplice, produce degli effetti di colore inaspettati e molto interessanti.
Materiali Necessari:
Link utili:
Durata: 3 lezioni da 3 ore ciascuna
Si tratta di un breve corso aperto a tutti dove si impara a fare la carta a mano con il metodo del setaccio. Una tecnica semplice per riciclare vecchi giornali, ritagli di carta, etc. e creare una carta personalizzata.
A seconda della lavorazione e del risultato si potranno ottenere carte interessanti da utilizzare per regali, rivestire quaderni, disegnare…
Materiali necessari:
Durata: Pacchetto da 12 ore, (4 incontri di 3 ore l’uno o 6 incontri da 2 ore)
Quanto rimane di noi oggi nelle nostre scritture? Quanto spazio questa società tecnologica lascia alla scrittura? Ha ancora un senso parlare di scrittura manoscritta oggi? La scrittura è una delle attività umane più complesse che coinvolge mente, corpo e psiche.
Il segno grafico è manuale, espressivo, simbolico, creativo, unico, formativo, profondamente umano!
Al contrario il segno digitale è anonimo, ripetibile, freddo e disumanizzante, viaggia in superficie e in direzione opposta alla complessità, bellezza e profondità dell’essere umano.
Il corso innovativo
Nasce: coniugando l’esperienza maturata come Grafologa Educatrice del gesto grafico con la formazione di Conservatrice dei beni culturali;
Prevede: attraverso un approccio intuitivo e sensoriale/corporeo, un percorso di conoscenza dei valori espressivi/simbolici della scrittura e di introspezione. Oggetto di lavoro sono immagini e scritture, gesti, segni e disegni. Si parte dalla pratica per arrivare alla teoria, e viceversa, dal fuori al dentro, dalla scrittura all’anima, in un circolare gioco di specchi dove tutto ritorna e parla di noi….ci parla;
Ha lo scopo di: recuperare il valore umano della scrittura manuale e, attraverso di essa, scoprire/riscoprire parti di noi, che vanno salvaguardate e difese;
Si articola in: 12 ore totali (4 incontri di 3 ore l’uno o 6 incontri da 2 ore) da concordare.
Materiali necessari: